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La Chirurgia Bariatrica è quella branca della chirurgia che si occupa del trattamento di pazienti affetti da grave e patologico eccesso di peso.

Nel nostro paese gli obesi sono circa 6.000.000, il 10% della popolazione. Un numero elevato, che ci pone tra le nazioni con il maggior numero di persone che supera di almeno il 40% il proprio peso ideale. Si tratta di una condizione pericolosa per la salute, che va affrontata con soluzioni efficaci e durature. Un obeso, infatti, ha un’aspettativa di vita inferiore di 10 anni rispetto a quella di un coetaneo con peso normale. E quando si devono perdere 40/50 chili, a volte dieta, esercizio fisico, psicoterapia e farmaci non bastano: l’unica soluzione efficace diventa la Chirurgia Bariatrica, cioè interventi che permettono di ridurre in modo efficace il grave eccesso di peso.

LA CHIRURGIA DELL’OBESITA’

 Che cos?

La Chirurgia Bariatrica è quella branca della chirurgia che si occupa del trattamento di pazienti affetti da grave e patologico eccesso di peso.

Lintervento chirurgico è lunica forma di trattamento che porta a una guarigione duratura in un elevatissimo numero di casi.

Lo scopo della chirurgia bariatrica è quello di ridurre l’assunzione di cibo tramite la diminuzione della capacità gastrica (interventi di restrizione) o di diminuire l’assorbimento di sostanze nutritive da parte dell’intestino (interventi malassorbitivi), o ancora, di dare una sazietà precoce con meccanismo metabolico negli interventi misti.

 

CHI PUO’ SOTTOPORSI AD INTERVENTO DI CHIRURGIA BARIATRICA? 

  • BMI* > 40
  • BMI* < 40 con patologie associate*

Il BMI (Body Mass Index) indica il rapporto tra peso, altezza e superficie corporea. Il BMI è un parametro fondamentale nella valutazione dell’idoneità all’intervento, ma spesso non è il solo da tenere in considerazione. In base alle linee guida SICOB (Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità), il chirurgo deve tenere conto della storia clinica del paziente, in particolare di eventuali patologie associate all’obesità (diabete, ipertensione, problemi articolari, ecc.).

 

Possibili trattamenti Chirurgici

PALLONE INTRAGASTRICO (BIB)

Il pallone endogastrico è un dispositivo in silicone, di forma sferica, posizionato per via endoscopica nel lume gastrico.

Esistono in commercio 2 varianti del pallone:

  1. BIB, insufflabile con soluzione salina sterile (circa 500-700cc)
  2. Heliosphere, insufflabile con aria

Indicazioni:

  • BMI > 50, per la riduzione del rischio operatorio (sia per successivi interventi bariatrici, sia per altre procedure chirurgiche)
  • BMI compreso tra 30 e 35 (obesità di I grado) non candidati ad intervento chirurgico

BENDAGGIO GASTRICO

Il bendaggio gastrico attualmente più utilizzato è il Bendaggio Gastrico Regolabile, solitamente posizionato con tecnica laparoscopica. Questo intervento non comporta asportazione o sezione di organi ed è anatomicamente e funzionalmente reversibile.

L’intervento consiste nella creazione di una piccola tasca gastrica che comunica con il resto dello stomaco tramite uno stretto orifizio.

Il volume della tasca gastrica è di circa 25 ml mentre quello dell’orifizio di svuotamento è regolabile. La tasca gastrica è ottenuta circondando la parte superiore dello stomaco con un anello di silicone (tipo clessidra); tale anello è collegato mediante un tubicino ad un piccolo serbatoio posizionato sopra la fascia muscolare della parete addominale.L’anello di silicone ha la particolarità di poter essere insufflato o desufflato dal medico semplicemente aggiungendo o rimovendo soluzione fisiologica sterile nel serbatoio che viene punto attraverso la cute, modificando così il diametro dell’orifizio di svuotamento.

 

SLEEVE GASTRECTOMY

L’intervento consiste nella resezione verticale lungo la grande curvatura di circa 4/5 dello stomaco asportando completamente il fondo gastrico; la formazione di un tubulo gastrico determina la possibilità di un minor introito di cibo, ma sembra provocare anche importanti e vantaggiose modificazioni ormonali.

L’intervento viene eseguito con tecnica mini-invasiva ovvero in laparoscopia.

Questa procedura non è reversibile in quanto una parte dello stomaco viene asportata.

La perdita dell’eccesso di  peso arriva ad una media di riduzione del 60 %, con risultati duraturi nel tempo in base  alla compliance del paziente

Le complicanze si stimano tra il 5% ed il 10%.

Oltre alle complicanze generali quali la tromboflebite, l’embolia polmonare, la polmonite e l’insufficienza respiratoria acuta segnaliamo le complicanze:

  • Emorragie (1-3%) in seguito a lesione di vasi arteriosi (vasi brevi), di organi vicini (milza e fegato) o lungo la sede di sutura dello stomaco.
  • Post-operatorie precoci:
  • La fistola lungo la linea di sezione (2-5%) risulta una complicanza strettamente correlata a questo tipo di procedura: nell’80% dei casi è sufficiente una nutrizione per vena e semplice attesa della completa rimarginazione della fistola, nel restante 20% può essere necessario un reintervento chirurgico.

L’incidenza di reintervento in seguito a complicanze maggiori oscilla tra il 3,5% e il 25%.

Il tasso di mortalità operatoria a 30 giorni è dello  0.25%.

 

 

BY PASS GASTRICO

L’intervento consiste nella creazione di una ”piccola tasca gastrica” (volume di 15-20 ml) alla quale viene anastomizzata (“abboccata”) un ‘ansa intestinale. Si ottiene una tasca gastrica, grande quanto una tazzina di caffè che può quindi contenere solo limitate quantità di cibo, che “prende” una nuova strada “saltando” (bypass) lo stomaco, il duodeno ed il primo tratto dell’intestino tenue. Nel BPG non si asporta alcuna parte dello stomaco o dell’intestino.

Risultati

L’ efficacia a lungo termine, a distanza di anni dall’intervento, è dimostrata da una perdita stabile di circa il 65% del peso in eccesso già a distanza di 2 anni dall’intervento, a cui si accompagna una risoluzione del diabete nell’84% dei pazienti, dell’ipertensione nell’83% e della sindrome da apnee notturne nel 95%.

Complicanze precoci (prima dei 30 giorni)

  • Fistola 2-7%
  • Embolia polmonare 0,2-1%
  • Emorragia intestinale 0,8-4,4%
  • Insufficienza respiratoria 1-4%

Complicanze Tardive

  • Occlusione intestinale 1-3% (più frequente in laparoscopia)
  • Stenosi dell’anastomosi 3-7%
  • Anemia da carenza di Ferro e/o vitamimina B12 e/o acido folico 15-33%*
  • Osteoporosi da carenza di calcio 8-10% (nel caso di Bypass distali e di mancata assunzione di “integratori”)
  • Ulcera 1-16%

 

MINI BYPASS GASTRICO

Il mini bypass gastrico è una procedura chirurgica per il trattamento dell’obesità e della sindrome metabolica. E’ costituito da una lunga e stretta tubulizzazione gastrica praticata lungo la piccola curvatura dello stomaco che viene suturata ad una lunga ansa digiunale portata in sede sovramesocolica. Il mini bypass gastrico può considerarsi una tecnica con una azione restrittiva causata dalla tubulizzazione gastrica ed una moderata azione malassorbitiva causata dalla esclusione di 180-250 cm di intestino tenue dal transito alimentare.

I risultati in termini di calo ponderale della maggiori casistiche si rivelano eccellenti a 5 anni. Il %EWL si attesta intorno al 75% a 5 anni. La remissione del diabete si attesta intorno all’85% dei casi in alcune importanti casistiche.

La risoluzione della sindrome metabolica viene riportata intorno all’80% dei casi.   

Complicanze:

Fistola della anastomosi gastro-digiunale (0.9%)

  • Fistola della sutura gastrica dello stomaco tubulizzato (0.2%)
  • Fistola della sutura gastrica dello stomaco escluso (0.2%)
  • Stenosi della anastomosi gastro-digiunale
  • Emorragia della linea di sutura o della anastomosi gastro-digiunale (0.2%)
  • Ulcera perianastomotica (0.6%):
  • Esofagite da reflusso (1.5%)
  • Malnutrizione (0.9%)

I RISULTATI:

Numerose pubblicazioni di enorme importanza documentano i benefici a lungo termine della terapia chirurgica dell’obesità nel ridurre la mortalità e la morbilità, che, è bene ripeterlo, sono direttamente proporzionali all’incremento del BMI.

Molteplici lavori scientifici, paragonando i risultati a lungo termine della chirurgia e dei pazienti controllo(trattati conservativamente),dimostrano nei pazienti operati una minore incidenza di cancro, una minore incidenza di accidenti cardiovascolari ed una minore incidenza di disturbi endocrinologici, muscoloscheletrici, psichiatrici e respiratori. Pur considerando la mortalità operatoria, la mortalità registrata nel corso dell’osservazione è stata inferiore nei paziente sottoposti ad intervento chirurgico rispetto ai pazienti non operati.

Quando, quindi, siano rispettate le indicazioni ormai codificate, è ampiamente dimostrato che la terapia chirurgica dellobesità ha una sua ampia giustificazione ed è superiore al trattamento medico nel mantenimento del calo ponderale ottenuto e nella conseguenziale scomparsa o riduzione dellincidenza e della gravità delle comorbilità.

 

LO STAFF

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